26 Luglio 2022

Di grafici e di musei

Di grafici e di musei

di Laura Bortoloni
Design director Ida Studio
Docente a contratto Unife, Uniud

Nel 2022 ho svolto attività didattiva nell’insegnamento “Linguaggi visuali per sistemi complessi”, all’interno del corso di laura magistrale in Comunicazione multimediale e tecnologie dell’informazione dell’Università di Udine (sede di Pordenone), coordinato da Claudio Picciarelli, affiancata da Andrea Benedetti per la parte di data visualization. Una sfida inedita per me, la mia prima volta in una magistrale, davanti a un gruppo di studenti e studentesse eterogeneo.
Ho proposto loro di dialogare con una committenza reale, anziché limitarsi a costruire, come spesso avviene, un’esercitazione “fictional”. A raccogliere la proposta e vestire il ruolo della committenza il Museo Etnografico del Friuli. La conservatrice del Museo, Pamela Pielich, coadiuvata dai dottori Fabio Franz e Caterina Guidon, hanno accolto entusiasticamente la proposta e ci hanno aperto porte e archivi del Museo, offrendo agli studenti un percorso di comprensione della ricchezze e complessità del patrimonio etnografico e di esperienza diretta nel dialogo tra professionisti della comunicazione e professionisti della museografia.

La classe è stata sfidata a cimentarsi con la progettazione di visualizzazioni complesse, finalizzate sia ad arricchire e integrare l’esperienza di visita al museo, che divulgare e rendere accessibili e visibili collezioni e narrazioni meno note. La ricchezza offerta dal confronto con una committenza reale, con figure specializzate e esperte di una realtà complessa come quella museale, ha fornito il perimetro di lavoro dentro cui toccare un’esperienza molto vicina a quella di un potenziale progetto reale. La complessità dei temi trattati nel Museo Etnografico del Friuli, che spaziano dalla scienza alla cultura popolare, alle arti e mestieri, e l’arco temporale attraversato nonché le peculiarità e diversità geografiche, ha costituito un banco di prova ideale per la costruzione di immagini intorno a narrazioni complesse.

Nel dettaglio, l’esercitazione ha sollecitato studenti e studentesse verso la scelta di una tematica tra le presenti nel Museo Etnografico del Friuli, e la progettazione di una o più rappresentazioni visuali raccontare il museo fuori dai suoi spazi, ad esempio in una piazza o altro spazio pubblico, per promuovere il museo e divulgarne i contenuti. Metodologicamente, il lavoro è partito dalle fasi di studio, ricerca e raccolta informazioni sull’argomento eletto da ciascun gruppi di studenti, elaborando mappe e schematizzazioni delle strutture informative da costruire, per arrivare all’individuazione di modelli visivi e – in ultimo – all’esecuzione finale.

Francesco Arbilli, Alessia Spacagna e Loris Parata hanno progettato una coppia di visualizzazioni dedicate al Fogolâr friulano sia come sintesi della scansione del tempo all’interno dell’anno solare, che come simbolo di comunità tra i friulani emigrati nel mondo. Nel primo caso il ruolo del fogolâr è presentato come fautore del momento di incontro per la comunità nei giorni di festa, scandite secondo una struttura circolare sulla ciclicità del tempo dell’anno. Sono state selezionate sei tra le date e i periodi più radicati nelle usanze locali, in modo da offrire una finestra sul mondo delle celebrazioni tradizionali, che talvolta vantano addirittura secoli di storia ed evoluzione. La seconda visualizzazione da loro elaborata propone un punto di vista narrativo presentando il fenomeno migratorio che sin dal medioevo ha interessato gli abitanti del Friuli Venezia Giulia attraverso una possibile valiga del “Cramar”, con un illustrazione parlante che – oggetto per oggetto – aiuta a inquadrare la figura del migrante e la sua storia.

Progetto di Francesco Arbilli, Alessia Spacagna, Loris Parata. Dettaglio

Ad occuparsi della tematica dell’emigrazione anche Paolo Bernardi e Marco Pulze, che hanno portato un punto di vista puntuale sull’analisi delle direzioni geografiche dei flussi migratori, prendendo in esame, continente per continente, quantità, picchi temporali e mezzi di trasporto utilizzati. Ogni Fogolâr viene geolocalizzato sulla mappa, perfezionando le cinque visualizzazioni con approfondimenti puntuali sulle specificità del fenomeno, differenziate per continente. 

Progetto di Paolo Bernardi, Marco Pulze. Dettaglio

Alen Caraci, Sebastiano Santi, Sergio Reina hanno affrontato la medesima tematica da un punto di vista diverso, identificando in alcune figure realmente esistite degli archetipi dei friulani migranti, dando quindi nome e volto alle storie. 

A lavorare sulle tecniche legate al tessile invece Osa Ighile e Ylenia Frattasi, che hanno proposto un approfondimento sulla stampa del motivo cachemire, presentando il disegno del motivo della “palmetta”, “mandorla allungata” e introducendo la storia del suo successo nel capo iconico per la tradizione friulana: lo scialle.

Hanno amplicato la riflessione sulle peculiarità delle tradizioni legate all’abbigliamento tradizionale Giacomo Di Marco, Mirko Monti, Elena Nilgessi, che hanno costruito una struttura informativa centrifuga mettendo a sistema una schematizzazione dei vari processi di lavorazione dei tessili per i vari capi dell’abito friulano, articolata tra fibre animali (seta e lana) e vegetali (canapa e lino), convergendo verso un’illustrazione centrale.

Progetto di Giacomo Di Marco, Mirko Monti, Elena Nilgessi.

Gatto, Petrosillo e Ravera si sono concentrate sull’utilizzo delle erbe e la nascita delle moderne farmacie, creando una visualizzazione esplicativa correlando la distribuzione geografica delle patologie e le erbe utilizzate per curarle.

A lavorare invece sulla tradizione della manifattura sono stati Luca Colucciello e Francesco Fantin, che hanno una narrazione intorno la figura di Arturo Malignagni, inventore e pionere dell’illuminazione friulana, passando attraverso i lum de pin, le varie tipologie di lumi e lanterne utilizzate fino ad arrivare ad una comparazione tra la lampada ad incandescenza di Edison e quella di Malignani stesso. 

A concentrasi ancora sulla manifattura anche Alessandro Cabrio, Tommaso Coianiz e Diego Vendramin, che hanno raccontato la tematica della misurazione del tempo, approfondendo le peculiarità costruttive degli orologi della Val Pesarina e primariamente dell’azienda Solari.

Progetto di Luca Colucciello, Francesco Fantin.

Il percorso di information design è stato completato da un’esercitazione, condotta da Andrea Benedetti, che ha proposto alla classe di realizzazione una visualizzazione di dati partendo dai dataset Istat a fotografia della situazione museale italiana.

Docenti: Laura Bortoloni, Andrea Benedetti.
Coordinatore: Claudio Picciarelli
Grazie al Museo Etnografico del Friuli: Pamela Pielich, Fabio Franz, Caterina Guidon 

Immagine in testa: schematizzazione elaborata da Giacomo Di Marco, Mirko Monti, Elena Nilgessi

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