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Ida anticipa Tensioni con Calibro. Un metro di distanza

Se fino a pochi mesi fa un metro era soltanto un’unità di misura, oggi un metro è la distanza necessaria per sentirsi sicuri. A un metro da noi, dove finisce il nostro spazio e inizia quello altrui.

Il momento che stiamo vivendo ci ha costretto a riflessioni impensabili, a nuove abitudini con cui dovremo fare i conti probabilmente per molto tempo.

E proprio da questa situazione è nata l’idea di “Calibro. Un metro di distanza”, l’installazione che dal 25 settembre al 4 ottobre proporremo in tre diversi luoghi di Rovigo, nel circuito di eventi che anticipano il Festival Tensioni 2020, in collaborazione con La Fabbrica dello Zucchero.

 

L’installazione

Il Palazzo della Gran Guardia, Piazza Marvelli e Piazzetta Colonne accoglieranno ciascuno 3 poster da 1 metro di lato che prenderanno vita grazie alla realtà virtuale e all’uso del proprio smartphone. Sarà sufficiente inquadrare i soggetti attraverso l’app Artivive (disponibile sia su iPhone sia su Android) per vivere un’esperienza digitale che va oltre alla normale fruizione del manifesto.

Calibro codifica un alfabeto di gesti nuovi, decostruendo le norme prossemiche sulla distanza minima, e trasformandole in un labirinto illustrato di mani, gesti e intrecci che, nell’allontanarsi e avvicinarsi, disegnano la geografia variabile delle (nuove) relazioni interpersonali. Un mosaico di connessioni, saluti, unioni ma anche distacchi, divieti e solitudini, narrati da mani che si uniscono, si salutano, si separano, reggendo una ragnatela di fili, una collettività.

 

I riferimenti

Tim Ingold, antropologo, nel suo recente “Siamo linee”, scrive:

“ci sarebbero buoni motivi per supporre che nell’aggrapparsi – o, più prosaicamente, nello stringersi l’uno all’altro – stia l’essenza della socialità: una socialità, naturalmente, che non si limita all’umano, ma si estende alla vasta gamma di creature che si aggrappano e delle persone o delle cose a cui si attaccano”.

A questa riflessione abbiamo affiancato quella di Bruno Munari, che nel suo “Supplemento al dizionario italiano” del 1963 cataloga, con rigore quasi scientifico, i gesti della lingua italiana,

“ad uso degli stranieri che visitano l’Italia o come supplemento al dizionario italiano”.

Nuova socialità e nuovi gesti, tutti alla ricerca di un significato ancora in divenire, in questo 2020 incerto e fuori dal comune dopo le esperienze del lockdown e delle norme sul distanziamento legate alla pandemia.

Proprio per questo le mani di Calibro si muovono, si allontanano, si aggrovigliano e si separano, all’interno della frammentazione di uno spazio forzato di 1 metro x 1 metro (le dimensioni fisiche del poster), per poi acquisire nuova vita al di fuori di questo confine, disegnando nuovi intrecci, nuove relazioni e nuovi avvicinamenti nello spazio digitale attraverso la realtà aumentata.

 

Calibro, sul web

Le installazioni di Calibro vivranno anche sul web, attraverso un racconto digitale che si svolgerà sul canale Instagram di Ida.Identity Atlas dal 25 settembre al 4 ottobre.

 

Dove e quando

Gran Guardia e Piazza Marvelli dal 25 settembre al 4 ottobre, Piazzetta Colonne alla Fabbrica dello Zucchero il 3 e il 4 ottobre, in concomitanza con Tensioni.

 

Art direction: Laura Bortoloni
Graphic design: Beatrice Bazzan, Silvia Compagnino
Motion graphics: Samuele Grando
Produzione: La Fabbrica dello Zuccchero