13 Aprile 2017

Le faremo sapere. Anzi no.

Le faremo sapere. Anzi no.

La storia di Non Résumé, un progetto sulla rappresentazione dell’identità.

Sappiamo bene quanto oggi sia importante comunicare se stessi e dare agli altri una buona impressione, a maggior ragione se si parla di presenza on-line e di lavoro. Diamo per scontata la necessità di iscriversi a Linkedin e simili, di rendere note le proprie competenze e i traguardi raggiunti, di dare insomma a chi ci segue tutte le informazioni “giuste”. Cercare un lavoro (e farsi notare da chi un lavoro lo offre) passa anche dai social network.

Tutto quello che diciamo e condividiamo in internet, costituisce la nostra identità digitale. Quando entrano in gioco obiettivi professionali, le regole da seguire si fanno più rigide. In questo caso tra l’altro, è facile farsi ossessionare dall’idea di costruire un proprio marchio personale, portando all’estremo il significato stesso di Personal Branding o di Web Reputation.

Per chi non avesse le idee chiare su come promuoversi online, vi sono molti articoli, ebook e guide di ogni tipo, spesso suddivisi per specifiche categorie professionali. Generalmente quello che offrono sono consigli ed istruzioni molto simili, finendo per somigliarsi un po’ tutti. A partire già dai titoli, che di solito suonano così: “Le strategie vincenti per un curriculum efficace”. “Il tuo curriculum creativo in pochi semplici passi”. O ancora: “Come creare un curriculum all’avanguardia”. Sono tutte cose che abbiamo letto realmente.

Non Résumé. Frame dal documentario

L’opposto del curriculum creativo (??) è forse il curriculum in formato europeo. Secondo alcuni il suo limite sta proprio nel suo eccesso di standardizzazione. Le alternative fortunatamente ci sono: online esistono molte piattaforme per la generazione automatica di curriculum. Alcune, come Kinzaa e Vizualize.me, sono davvero semplici da utilizzare, poiché la generazione del cv avviene a partire dalle informazioni del proprio Linkedin.

I vantaggi sono molteplici, il primo è sicuramente quello di restituire, con pochi sforzi, una rappresentazione più chiara e sintetica delle nostre esperienze lavorative. Lo scopo è infatti quello di lavorare esclusivamente sulla forma del cv, sul suo layout e sull’architettura delle informazioni. Un altro vantaggio è che utilizzando queste piattaforme diventa molto più veloce condividere il cv sugli altri canali social.

Questi servizi hanno comunque dei limiti: per quanto ci si sforzi di personalizzare il proprio résumé, si tratta sempre di un documento generato da template. A sfogliare la gallery dei modelli proposti, ci si sente in un mondo artificioso. Come in quelle fotografie da stock, in cui giovani e brillanti startupper sono intenti a godersi enormi tazze di caffè americano.

Infine, c’è chi decide di progettare da solo il format più adatto al proprio curriculum. È il caso di giovani designer che spendono una considerevole quantità di tempo nel disegno di pittogrammi ed infografiche.

Va a finire che questi cesellatissimi résumé compaiono anche nel portfolio grafico. Un divertente gioco di scatole cinesi che ci rivela cose di cui avevamo già il sospetto: per la rappresentazione del proprio percorso professionale vengono spese molte energie. Cercare un lavoro è davvero un lavoro.

Non Résumé. Poster ottenuti mediante taglio laser.

Le cose che non siamo mai diventati

Abbiamo visto alcune modalità di rappresentazione di un percorso umano e professionale. Diverse fra loro eppure con molto in comune. Ciò che viene restituito è sempre una storia che scorre su una linea retta e senza interruzioni. Non vi manca qualcosa?

A questo tipo di rappresentazioni sfuggono delle sfumature importanti, difficili da tracciare in una serie di step consecutivi. Non ci sono ad esempio le inversioni di rotta, i ripensamenti, i cambiamenti improvvisi. La paura dell’incertezza, le scelte difficili. Gli errori. Per ogni traguardo raggiunto c’è sempre qualcosa a cui abbiamo rinunciato. Per ogni ruolo che abbiamo ricoperto c’è sempre un Io che non si è mai espresso. Seguire la propria vocazione vuol dire accantonare molti progetti e molte sicurezze.

Queste riflessioni sulle “identità potenziali”, ci hanno portato ad immaginare Non Résumé, un progetto di storytelling di Pillole di Futuro a cura di Marketing Arena e Identity Atlas.

Non Résumé. Le tappe del progetto

Non storie di non curriculum

Non Résumé è un documentario interattivo sulle scelte e gli errori nei percorsi di vita e di lavoro. Il progetto consiste in una piattaforma on-line e un’installazione fisica itinerante, il cui obiettivo è di mettere in discussione il curriculum vitae nella forma classica che tutti conosciamo. L’idea è di esplorare le nostre identità raccogliendo testimonianze sui percorsi non intrapresi: dopotutto, anch’essi ci formano come persone e come professionisti.

Durante i live di Non Résumé (ad esempio, durante il Matera Design Weekend 2016) viene chiesto ai visitatori di compilare uno speciale “non curriculum” raccontando ciò che non si è mai diventati. Infine chiediamo loro di essere intervistati e filmati; le interviste sono il punto cruciale del progetto, poiché svelano gli aspetti più emotivi che si nascondono dietro ogni scelta di vita o di carriera. I non-curriculum vengono successivamente fissati su un muro fisico e sul “muro” digitale della community web.

Tappa dopo tappa, l’installazione fisica e la piattaforma on-line si arricchiscono di non-carriere e di potenzialità non espresse, difficili da rappresentare con una semplice timeline lineare.

Non résumé è anche una community di persone che condividono il racconto delle scelte che hanno deciso di non fare. Raccontaci la tua non-storia e inviaci il tuo non résumé qui.

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